martedì 23 ottobre 2007

Raimi pensa allo Hobbit

Il regista di Spider-Man fa i complimenti al collega, ma si candida come alternativa

Colpo di scena nella tribolata saga dello Hobbit cinematografico: dopo i problemi legati alla ripartizione degli utili tra la MGM e la New Line che detengono rispettivamente i diritti di distribuzione e di produzione, dopo la vertenza economica tra la New Line e Peter Jackson, che accusa la casa di produzione di non avergli ancora corrisposto quanto dovuto per la realizzazione della trilogia del Signore degli anelli e i conseguenti timidi segnali di distensione nei rapporti tra il regista e la major, a scombinare le carte in tavola arriva Sam Raimi.

Il nome del quarantasettenne regista e produttore americano è stato più volte messo in relazione con la trasposizione cinematografica dell'avventura del piccolo Hobbit Bilbo Baggins, ma sembrava che le sue quotazioni fossero scese dopo il riavvicinamento tra Jackson e Bob Shaye, grande capo della New Line.

Nel corso della conferenza stampa per la presentazione dell'horror 30 Days of Night Raimi, intervenuto in veste di produttore, ha rilanciato la sua candidatura alla direzione del progetto.

"Penso che per Lo Hobbit non ci sia migliore scelta di Peter Jackson. Sono un grande fan della trilogia del Signore degli anelli e Peter Jackson è un brillante regista. E' la persona che tutti vorrebbero vedere a dirigere il progetto. Se tutto va bene sarà lui il regista e ci darà la sua grandiosa visione del libro. Se non sarà lui il regista, nel caso decidesse solo di produrlo, mi piacerebbe essere preso in considerazione per l'incarico."

Tralasciando per un momento lo scenario che potrebbe delinearsi se una simile eventualità dovesse concretizzarsi, con petizioni on line e alzate di scudi da parte dei fan del regista neozelandese, e senza addentrarci nel pericoloso terreno di un confronto tra questi due personaggi molto conosciuti e amati, proviamo a immaginare quale potrebbe essere l'impatto del fattore regista sul progetto, in particolare sulla sua tempistica. Attualmente Peter Jackson, a parte gli impegni come produttore del dramma storico Dambusters e del triller fantascientifico Halo, ha in agenda The Lovely Bones, le cui riprese inizieranno a novembre e la cui uscita è prevista per metà 2008, il lungometraggio animato Tintin, basato sull'omonimo fumetto belga, atteso per il 2009, e il fantasy storico tratto dal primo libro della serie dei Temeraire di Naomi Novik, i cui diritti sono stati opzionati dallo stesso regista, atteso anche questo per il 2009.

Decisamente più impegnato appare Raimi, che in veste di produttore e sceneggiatore appare nei credits di dodici film in preparazione, e che ha in "fase di sviluppo" il fantastico L'intrepida Tiffany, annunciato per il 2008, Spider-Man 4 e il thriller No Man's Land, per il 2009, mentre per il 2010 è in lavorazione un film basato sulle storie degli eroi da Pulp magazine Doc Savage, The Shadow e The Avenger.

In via teorica, stando così le cose, sia nel caso di Jackson che in quello di Raimi, MGM e Nel Line non avrebbero un regista disposto a gettarsi anima e corpo nella preproduzione di un film annunciato inizialmente per il 2009 e per il quale si profila un rinvio di uno o più probabilmente due anni. Una simile eventualità potrebbe avere pesanti ripercussioni sulla scelta del cast e specificatamente sul casting del protagonista Bilbo Baggins e del mago Gandalf il Grigio, per il quale potrebbe non essere così scontata la scelta di Ian McKellen, che compatibilmente alla questione anagrafica e a un possibile pensionamento ha già presentato la sua candidatura.

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