domenica 16 dicembre 2007

Saul Zaentz querela la New Line Cinema

Mentre al botteghino americano La Bussola d'Oro sta deludendo le aspettative, arrivano altre batoste legali riguardanti Il Signore degli Anelli.

Il regista della Trilogia Peter Jackson aveva querelato lo studio per aver negato degli audit sui libri contabili riguardanti gli incassi derivati dal merchandise del primo film (e non solo). La querela si è risolta in un processo, che in primo appello è stato vinto da Jackson.

La disputa legale aveva incrinato i solidi rapporti tra Jackson e la New Line, oltre ad aver peggiorato quelli tra il regista e Robert Shaye (fondatore dello studio attuale amministratore delegato, che reagì alle dichiarazioni di Jackson con invettive alquanto infelici), e fatto affondare la speranza dei fan di vedere uno Hobbit diretto dal regista. D'altra parte, i detentori dei diritti di distribuzione internazionali de Lo Hobbit, cioè la Sony Pictures, e dei diritti di produzione (che riceverà, nel 2009 o 2010, indietro quelli che possiede la New Line), ovvero Saul Zaentz, avevano subito levato gli scudi in difesa di Jackson sostenendo che se mai il film sarà realizzato, solo lui potrà dirigerlo.
Negli ultimi mesi la situazione era migliorata, e c'erano anche avvisaglie di pace tra Jackson e la New Line: pare infatti che Jackson sia entrato in trattative con lo studio, separando bene la questione legale dal loro futuro insieme, mentre Michael Lynne ha dichiarato che, qualunque cosa succeda, il film è il futuro della New Line.

Ora la doccia fredda: il produttore Saul Zaentz, premio Oscar per Il Ritorno del Re, ha querelato lo studio, come riporta Reuters.

L'ottantenne Zaentz muove le stesse accuse dei legali di Jackson: lo studio gli avrebbe infatti nascosto alcuni dei profitti derivati dalla Trilogia. Zaentz comprò nel 1976 i diritti di produzione del Signore degli Anelli e dello Hobbit e li cedette su licenza alla Miramax Film, la quale assegnò in seguito la licenza alla New Line. Secondo la licenza, lo studio doveva condividere con Zaentz i profitti dei film (più di tre miliardi di dollari), e mostrargli i libri contabili, cosa che non è stata fatta.

Nell'accusa i legali di Zaentz sostengono che con lui, come con Jackson, la New Line si è rifiutata di collaborare: ora un giudice dovrà decidere se costringere o no lo studio a mostrare i libri (e pagare i danni).

La vicenda getta un'ombra ancora più scura sullo studio, e su Bob Shaye in particolare, che si prepara nel 2008 a non veder rinnovata la sua nomina a CEO e anzi a venir cacciato dagli azionisti di AOL Time Warner (della quale la New Line è una divisione).

Fonte: BadTaste.it

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