....è un romanzo epico fantasy scritto da John Ronald Reuel Tolkien e ambientato alla fine della Terza Era, nell'immaginaria Terra di Mezzo. Scritto a più riprese tra il 1937 e il 1949, fu pubblicato in tre volumi tra il 1954 e il 1955. Tradotto in almeno 38 lingue con decine di riedizioni ciascuna, resta una delle più popolari opere letterarie del XX secolo.
domenica 28 ottobre 2007
Tolkieniana: un concerto online!
I filmati della performance al teatro Dal Verme sono disponibili cliccando quì.
venerdì 26 ottobre 2007
"I Figli di Húrin" finalmente in libreria
E’ in libreria finalmente l’edizione italiana de I Figli di Húrin.
Si tratta di un volume rilegato e non di una brossura, dotato dunque di copertina rigida a tela nera, senza testo. Solo al dorso, in oro, sono riportati autore, titolo ed editore. Nell’insieme il volume ha un bell’aspetto elegante.
La sovracoperta riproduce l’illustrazione di Alan Lee già vista nelle edizioni internazionali, pur elaborata per avvicinarla alla linea grafica della collana I Libri di Tolkien a cui questo libro appartiene. Il testo, in corpo e interlinea generosi, è stampato su carta riciclata di qualità accettabile.
Una postfazione di Gianfranco De Turris e una breve nota di Quirino Principe, che fu curatore della prima edizione italiana (Rusconi, 1970), arricchiscono i contenuti di questa prima edizione nazionale. Mentre De Turris si concentra sul contenuto del romanzo, evidenziandone le molte differenze con i libri successivi e più famosi, Principe preferisce affrontare di petto il “caso Tolkien” in Italia, argomento sempre attuale quanto scomodo:
Il lascito tolkieniano non si adatta ad alcuna esegesi critica di natura storicistica, sociologica, religiosa né a un qualsiasi inquadramento nella storia degli stili. E’ un lascito, per così dire, metastorico, e perciò anche, sia detto in modo definitivo, metapolitico.
Solo nella seconda parte della sua nota Principe pone al centro dell’attenzione l’inedito di Tolkien, concludendo che “lasciata l’ultima pagina de I Figli di Húrin, il lettore potrà ritornare alla rilettura del Signore degli Anelli scoprendo nuove e prima inavvertite vie d’accesso.”
Fonte: Eldamar
Si tratta di un volume rilegato e non di una brossura, dotato dunque di copertina rigida a tela nera, senza testo. Solo al dorso, in oro, sono riportati autore, titolo ed editore. Nell’insieme il volume ha un bell’aspetto elegante.
La sovracoperta riproduce l’illustrazione di Alan Lee già vista nelle edizioni internazionali, pur elaborata per avvicinarla alla linea grafica della collana I Libri di Tolkien a cui questo libro appartiene. Il testo, in corpo e interlinea generosi, è stampato su carta riciclata di qualità accettabile.
Una postfazione di Gianfranco De Turris e una breve nota di Quirino Principe, che fu curatore della prima edizione italiana (Rusconi, 1970), arricchiscono i contenuti di questa prima edizione nazionale. Mentre De Turris si concentra sul contenuto del romanzo, evidenziandone le molte differenze con i libri successivi e più famosi, Principe preferisce affrontare di petto il “caso Tolkien” in Italia, argomento sempre attuale quanto scomodo:
Il lascito tolkieniano non si adatta ad alcuna esegesi critica di natura storicistica, sociologica, religiosa né a un qualsiasi inquadramento nella storia degli stili. E’ un lascito, per così dire, metastorico, e perciò anche, sia detto in modo definitivo, metapolitico.
Solo nella seconda parte della sua nota Principe pone al centro dell’attenzione l’inedito di Tolkien, concludendo che “lasciata l’ultima pagina de I Figli di Húrin, il lettore potrà ritornare alla rilettura del Signore degli Anelli scoprendo nuove e prima inavvertite vie d’accesso.”
Fonte: Eldamar
Arriva l’edizione limitata per collezionisti di "The Children of Hurin"
Per celebrare il primo milione di copie raggiunto dalla edizione inglese di The Children of Hurin, HarperCollins sta per presentarne una Super Deluxe Edition riservata a collezionisti fortemente motivati.
Ecco i dettagli: tiratura limitata a 500 copie numerate, rilegate in pelle, protette da cofanetto e autografate dal curatore Christopher Tolkien e dall’illustratore Alan Lee.
La pubblicazione è prevista per il 10 dicembre di quest’anno ad un prezzo da capogiro: 300 sterline a copia (431 euro circa al cambio odierno).
Contemporaneamente è stata annunciata anche un'edizione paperback (tascabile economica) di The Children of Hurin, sulla quale ancora esistono molte informazioni.
Fonte: Eldamar
Ecco i dettagli: tiratura limitata a 500 copie numerate, rilegate in pelle, protette da cofanetto e autografate dal curatore Christopher Tolkien e dall’illustratore Alan Lee.
La pubblicazione è prevista per il 10 dicembre di quest’anno ad un prezzo da capogiro: 300 sterline a copia (431 euro circa al cambio odierno).
Contemporaneamente è stata annunciata anche un'edizione paperback (tascabile economica) di The Children of Hurin, sulla quale ancora esistono molte informazioni.
Fonte: Eldamar
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martedì 23 ottobre 2007
Raimi pensa allo Hobbit
Il regista di Spider-Man fa i complimenti al collega, ma si candida come alternativa
Colpo di scena nella tribolata saga dello Hobbit cinematografico: dopo i problemi legati alla ripartizione degli utili tra la MGM e la New Line che detengono rispettivamente i diritti di distribuzione e di produzione, dopo la vertenza economica tra la New Line e Peter Jackson, che accusa la casa di produzione di non avergli ancora corrisposto quanto dovuto per la realizzazione della trilogia del Signore degli anelli e i conseguenti timidi segnali di distensione nei rapporti tra il regista e la major, a scombinare le carte in tavola arriva Sam Raimi.
Il nome del quarantasettenne regista e produttore americano è stato più volte messo in relazione con la trasposizione cinematografica dell'avventura del piccolo Hobbit Bilbo Baggins, ma sembrava che le sue quotazioni fossero scese dopo il riavvicinamento tra Jackson e Bob Shaye, grande capo della New Line.
Nel corso della conferenza stampa per la presentazione dell'horror 30 Days of Night Raimi, intervenuto in veste di produttore, ha rilanciato la sua candidatura alla direzione del progetto.
"Penso che per Lo Hobbit non ci sia migliore scelta di Peter Jackson. Sono un grande fan della trilogia del Signore degli anelli e Peter Jackson è un brillante regista. E' la persona che tutti vorrebbero vedere a dirigere il progetto. Se tutto va bene sarà lui il regista e ci darà la sua grandiosa visione del libro. Se non sarà lui il regista, nel caso decidesse solo di produrlo, mi piacerebbe essere preso in considerazione per l'incarico."
Tralasciando per un momento lo scenario che potrebbe delinearsi se una simile eventualità dovesse concretizzarsi, con petizioni on line e alzate di scudi da parte dei fan del regista neozelandese, e senza addentrarci nel pericoloso terreno di un confronto tra questi due personaggi molto conosciuti e amati, proviamo a immaginare quale potrebbe essere l'impatto del fattore regista sul progetto, in particolare sulla sua tempistica. Attualmente Peter Jackson, a parte gli impegni come produttore del dramma storico Dambusters e del triller fantascientifico Halo, ha in agenda The Lovely Bones, le cui riprese inizieranno a novembre e la cui uscita è prevista per metà 2008, il lungometraggio animato Tintin, basato sull'omonimo fumetto belga, atteso per il 2009, e il fantasy storico tratto dal primo libro della serie dei Temeraire di Naomi Novik, i cui diritti sono stati opzionati dallo stesso regista, atteso anche questo per il 2009.
Decisamente più impegnato appare Raimi, che in veste di produttore e sceneggiatore appare nei credits di dodici film in preparazione, e che ha in "fase di sviluppo" il fantastico L'intrepida Tiffany, annunciato per il 2008, Spider-Man 4 e il thriller No Man's Land, per il 2009, mentre per il 2010 è in lavorazione un film basato sulle storie degli eroi da Pulp magazine Doc Savage, The Shadow e The Avenger.
In via teorica, stando così le cose, sia nel caso di Jackson che in quello di Raimi, MGM e Nel Line non avrebbero un regista disposto a gettarsi anima e corpo nella preproduzione di un film annunciato inizialmente per il 2009 e per il quale si profila un rinvio di uno o più probabilmente due anni. Una simile eventualità potrebbe avere pesanti ripercussioni sulla scelta del cast e specificatamente sul casting del protagonista Bilbo Baggins e del mago Gandalf il Grigio, per il quale potrebbe non essere così scontata la scelta di Ian McKellen, che compatibilmente alla questione anagrafica e a un possibile pensionamento ha già presentato la sua candidatura.
Colpo di scena nella tribolata saga dello Hobbit cinematografico: dopo i problemi legati alla ripartizione degli utili tra la MGM e la New Line che detengono rispettivamente i diritti di distribuzione e di produzione, dopo la vertenza economica tra la New Line e Peter Jackson, che accusa la casa di produzione di non avergli ancora corrisposto quanto dovuto per la realizzazione della trilogia del Signore degli anelli e i conseguenti timidi segnali di distensione nei rapporti tra il regista e la major, a scombinare le carte in tavola arriva Sam Raimi.
Il nome del quarantasettenne regista e produttore americano è stato più volte messo in relazione con la trasposizione cinematografica dell'avventura del piccolo Hobbit Bilbo Baggins, ma sembrava che le sue quotazioni fossero scese dopo il riavvicinamento tra Jackson e Bob Shaye, grande capo della New Line.
Nel corso della conferenza stampa per la presentazione dell'horror 30 Days of Night Raimi, intervenuto in veste di produttore, ha rilanciato la sua candidatura alla direzione del progetto.
"Penso che per Lo Hobbit non ci sia migliore scelta di Peter Jackson. Sono un grande fan della trilogia del Signore degli anelli e Peter Jackson è un brillante regista. E' la persona che tutti vorrebbero vedere a dirigere il progetto. Se tutto va bene sarà lui il regista e ci darà la sua grandiosa visione del libro. Se non sarà lui il regista, nel caso decidesse solo di produrlo, mi piacerebbe essere preso in considerazione per l'incarico."
Tralasciando per un momento lo scenario che potrebbe delinearsi se una simile eventualità dovesse concretizzarsi, con petizioni on line e alzate di scudi da parte dei fan del regista neozelandese, e senza addentrarci nel pericoloso terreno di un confronto tra questi due personaggi molto conosciuti e amati, proviamo a immaginare quale potrebbe essere l'impatto del fattore regista sul progetto, in particolare sulla sua tempistica. Attualmente Peter Jackson, a parte gli impegni come produttore del dramma storico Dambusters e del triller fantascientifico Halo, ha in agenda The Lovely Bones, le cui riprese inizieranno a novembre e la cui uscita è prevista per metà 2008, il lungometraggio animato Tintin, basato sull'omonimo fumetto belga, atteso per il 2009, e il fantasy storico tratto dal primo libro della serie dei Temeraire di Naomi Novik, i cui diritti sono stati opzionati dallo stesso regista, atteso anche questo per il 2009.
Decisamente più impegnato appare Raimi, che in veste di produttore e sceneggiatore appare nei credits di dodici film in preparazione, e che ha in "fase di sviluppo" il fantastico L'intrepida Tiffany, annunciato per il 2008, Spider-Man 4 e il thriller No Man's Land, per il 2009, mentre per il 2010 è in lavorazione un film basato sulle storie degli eroi da Pulp magazine Doc Savage, The Shadow e The Avenger.
In via teorica, stando così le cose, sia nel caso di Jackson che in quello di Raimi, MGM e Nel Line non avrebbero un regista disposto a gettarsi anima e corpo nella preproduzione di un film annunciato inizialmente per il 2009 e per il quale si profila un rinvio di uno o più probabilmente due anni. Una simile eventualità potrebbe avere pesanti ripercussioni sulla scelta del cast e specificatamente sul casting del protagonista Bilbo Baggins e del mago Gandalf il Grigio, per il quale potrebbe non essere così scontata la scelta di Ian McKellen, che compatibilmente alla questione anagrafica e a un possibile pensionamento ha già presentato la sua candidatura.
venerdì 19 ottobre 2007
Sam Raimi: potrei dirigere "Lo Hobbit"
Durante la stessa intervista nella quale ha rivelato di potersi allontanare da Spider-Man 4, Sam Raimi ha avuto modo di parlare anche del suo (potenziale) coinvolgimento ne Lo Hobbit:
Da quando Raimi, mesi fa, ha dichiarato che gli piacerebbe molto dirigere il prossimo film del franchise del Signore degli Anelli, il gran capo della serie Peter Jackson ha iniziato a muovere i primi passi per riprendere il suo "tesssoro".

Sam Raimi
Rispettoso di un amico come Jackson, Raimi si è messo da parte:
"Beh, è chiaramente un progetto di Peter Jackson, e non mi intrometterei mai. Se Jackson volesse dirigerlo, tutto avrebbe molto più senso," ha dichiarato. "Sono un enorme fan del libro, e di Peter Jackson e della sua trilogia," ha detto Raimi spiegando perché non vorrebbe mai vedere il franchise finire nelle mani sbagliate. Insistendo sul fatto di non sapere niente dei recenti meeting tra Jackson e la New Line Cinema ("Non so i dettagli recenti"), Raimi ha lasciato tuttavia la porta dello Hobbit aperta, ma a una condizione: "Se Jakson non volesse dirigerlo ma solo produrlo", ha spiegato, "allora mi piacerebbe molto essere considerato per la regia."
Jackson produttore e Raimi regista? Certo sarebbe un colpo grosso: il film avrebbe una sua indipendenza dalla trilogia, ma anche molti legami, e Jackson potrebbe supervisionare tutto senza abbandonare i numerosi progetti che ha già in corso. Inoltre Raimi riuscirebbe a staccarsi da Spider-Man e fare, finalmente, qualcosa di diverso (come da lui stesso desiderato).
Ma è praticabile questa ipotesi? Almeno tanto quanto quella di Jackson che dirige il film - e bisogna aggiungere che se Lo Hobbit verrà fatto, a sceneggiarlo sarà solo ed esclusivamente il trio "Jackson - Walsh - Boyens", e difficilmente le due donne vorrebbero vedere qualcun altro alla regia al posto di Jackson...
Fonte: BadTaste.it
Da quando Raimi, mesi fa, ha dichiarato che gli piacerebbe molto dirigere il prossimo film del franchise del Signore degli Anelli, il gran capo della serie Peter Jackson ha iniziato a muovere i primi passi per riprendere il suo "tesssoro".
Rispettoso di un amico come Jackson, Raimi si è messo da parte:
"Beh, è chiaramente un progetto di Peter Jackson, e non mi intrometterei mai. Se Jackson volesse dirigerlo, tutto avrebbe molto più senso," ha dichiarato. "Sono un enorme fan del libro, e di Peter Jackson e della sua trilogia," ha detto Raimi spiegando perché non vorrebbe mai vedere il franchise finire nelle mani sbagliate. Insistendo sul fatto di non sapere niente dei recenti meeting tra Jackson e la New Line Cinema ("Non so i dettagli recenti"), Raimi ha lasciato tuttavia la porta dello Hobbit aperta, ma a una condizione: "Se Jakson non volesse dirigerlo ma solo produrlo", ha spiegato, "allora mi piacerebbe molto essere considerato per la regia."
Jackson produttore e Raimi regista? Certo sarebbe un colpo grosso: il film avrebbe una sua indipendenza dalla trilogia, ma anche molti legami, e Jackson potrebbe supervisionare tutto senza abbandonare i numerosi progetti che ha già in corso. Inoltre Raimi riuscirebbe a staccarsi da Spider-Man e fare, finalmente, qualcosa di diverso (come da lui stesso desiderato).
Ma è praticabile questa ipotesi? Almeno tanto quanto quella di Jackson che dirige il film - e bisogna aggiungere che se Lo Hobbit verrà fatto, a sceneggiarlo sarà solo ed esclusivamente il trio "Jackson - Walsh - Boyens", e difficilmente le due donne vorrebbero vedere qualcun altro alla regia al posto di Jackson...
Fonte: BadTaste.it
mercoledì 17 ottobre 2007
Ad Alessandro Cancian il "Lairë Lórala"
Si conclude il viaggio all'interno del concorso di poesia tolkieniana - Quinta Edizione
Giunto alla sua Quinta Edizione, il Lairë Lórala riconferma la propria continuità come concorso di poesia fantasy che ha oramai acquistato negli anni sempre più notorietà e consensi, grazie all'esperta conduzione del comitato organizzativo dell'Associazione Tolkieniana Eldalie.
La formula viene ulteriormente rafforzata dal novero nelle file dell'organizzazione di due nomi noti dell'ambito tolkieniano quali Paolo Gulisano e Luisa Vassallo, altresì la Nexus Editrice come sponsor, forte della conquista nel 2005 del premio International Gamers Awards, nella categoria per due giocatori, con il gioco strategico da tavolo La Guerra dell'Anello (peraltro, insieme a un'espansione, primo premio del concorso).
Entrando invece nel merito della fase di valutazione degli elaborati pervenuti, quest'anno è toccato alla cosiddetta "gloria dei Vinti" animare le difficoltà interpretative all'interno della Giuria, rendendo abbastanza ardua la scelta del terzo e quarto posto.
A seguire la classifica ufficiale della quinta edizione del Lairë Lórala:
Primo posto:
Beren e Lúthien di Alessandro Cancian
Secondo posto:
Eowyn di Eufemia Griffo
Terzo posto:
L'ultima attesa di Aragorn e Arwen di Marzia Marcotulli
Quarto posto:
Mani nocchiero di Luna di Cristina Spadotto.
A breve, i testi partecipanti saranno resi disponibili sul sito dall'Associazione Tolkieniana Eldalie.
Giunto alla sua Quinta Edizione, il Lairë Lórala riconferma la propria continuità come concorso di poesia fantasy che ha oramai acquistato negli anni sempre più notorietà e consensi, grazie all'esperta conduzione del comitato organizzativo dell'Associazione Tolkieniana Eldalie.
La formula viene ulteriormente rafforzata dal novero nelle file dell'organizzazione di due nomi noti dell'ambito tolkieniano quali Paolo Gulisano e Luisa Vassallo, altresì la Nexus Editrice come sponsor, forte della conquista nel 2005 del premio International Gamers Awards, nella categoria per due giocatori, con il gioco strategico da tavolo La Guerra dell'Anello (peraltro, insieme a un'espansione, primo premio del concorso).
Entrando invece nel merito della fase di valutazione degli elaborati pervenuti, quest'anno è toccato alla cosiddetta "gloria dei Vinti" animare le difficoltà interpretative all'interno della Giuria, rendendo abbastanza ardua la scelta del terzo e quarto posto.
A seguire la classifica ufficiale della quinta edizione del Lairë Lórala:
Beren e Lúthien di Alessandro Cancian
Secondo posto:
Eowyn di Eufemia Griffo
Terzo posto:
L'ultima attesa di Aragorn e Arwen di Marzia Marcotulli
Quarto posto:
Mani nocchiero di Luna di Cristina Spadotto.
A breve, i testi partecipanti saranno resi disponibili sul sito dall'Associazione Tolkieniana Eldalie.
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